Progetto VolontariaMENTE

Anche per il 2017 l’università LUISS Guido Carli di Roma propone ai suoi studenti  la possibilità di partecipare a “VolontariaMENTE” , un progetto di collaborazione con 16 differenti realtà di volontariato e servizio sociale mediante il quale i giovani sono sfidati ad entrare in contatto con nuove realtà, prendendo parte ad attività dal forte impatto pratico, etico e sociale.

Come già avvenuto lo scorso anno accademico, Fondazione Sinderesi torna a presentare un progetto in collaborazione con “Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini”, una Associazione di Volontariato, Organizzazione Non Governativa ed Ente Autorizzato per le Adozioni Internazionali che da oltre 30 anni lotta per il diritto di ogni bambino ad una famiglia, intervenendo in Italia e in oltre 30 Paesi in tutto il mondo.

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Ai.Bi interviene là dove si manifesta l’abbandono tramite progetti di cooperazione nazionale ed internazionale, e tramite l’adozione internazionale, al fine di prevenirlo, sospenderlo, superarlo e accompagnarlo. Non essendo tuttavia questi progetti sufficienti per affrontare l’attuale emergenza umanitaria, Ai.Bi. desidera intervenire con attività finalizzare ad attivare anche un cambiamento culturale nelle persone, impegnandosi a promuovere la cultura dell’accoglienza. In tale obiettivo si fonda la condivisione di intenti con la Fondazione Sinderesi: formare giovani consapevoli del mondo che li circonda e in grado di assumere una visione e un cammino personale all’interno di esso.

Il progetto presentato (v. pagina LUISS) è finalizzato ad assicurare una formazione concreta al volontariato, all’accoglienza e alla prevenzione dell’abbandono mediante  attività teoriche e partecipazione pratica (in gruppo ed individuale) a realtà avviate, differenti tra loro.

L’esperienza del 2016

Il progetto è stato accolto con entusiasmo e, tra il 18 e il 29 luglio 2016, 5 studentesse provenienti da diversi percorsi di studi – Elena, Laura, Claudia, Sara e Rossella – vi hanno preso parte, impegnandosi in prima persona nel supportare gli educatori di Ai.Bi. nella gestione ordinaria di varie comunità.

L’esperienza ha avuto inizio con due giornate preliminari di formazione presso la sede Ai.Bi. a Mezzano di San Giuliano Milanese, durante le quali le studentesse sono state introdotte alle realtà di Fondazione Sinderesi e di Ai.Bi, alle problematiche relative alle mamme/bambini in difficoltà, agli immigrati e ai minori non accompagnati, e sono state illustrate nei particolari le attività che sarebbero state chiamate a svolgere nei giorni successivi.

Le partecipanti hanno avuto modo di entrare in contatto con diverse realtà, collaborando ad attività di gruppo presso:

  • la “Family House” di Pedriano di San Giuliano Milanese (MI), una comunità mamma/bambino dove si fornisce sostegno e formazione scolastica (lingua italiana per adulti/bambini e aiuto compiti estivi per i bambini) e si svolgono attività ludiche con i bambini;
  • la comunità per immigrati “La tenda di Abramo” di Vizzolo Predabissi;
  • la casa-famiglia “Ghiridoro” di Lodi;
  • la comunità per adolescenti “Casa di Pinocchio” per minori stranieri non accompagnati di Vaiano Cremasco.

Al termine di una verifica personale volta a raccogliere le prime impressioni, Elena, Laura, Claudia, Sara e Rossella hanno potuto valutare, assieme ai tutor, quale reatà meglio si adattasse ad ognuna di esse ed iniziare quattro giorni di attività individuali presso le comunità scelte.

I due giorni finali, con ritorno presso la sede Ai.Bi, hanno permesso di approfondire aspetti legati al sostegno economico delle attività di volontariato e alla comunicazione, oltre a raccogliere i pareri sull’esperienza vissuta, di forte impatto emotivo e di formazione.

Di fronte ad atteggiamenti sempre più discriminatori nei confronti del diverso, attraverso quest’esperienza “abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano la bellezza dell’interculturalità – raccontano le giovani studentesse – , l’allegria e la gioia di adulti e bambini provenienti da nazionalità diversissime, tra cui la Nigeria, il Ghana e la Romania”.

Allo stesso tempo, però, hanno vissuto le storie difficili e le situazioni di disagio da cui i nuclei familiari presenti in comunità cercano di uscire. Storie di violenza e di sfruttamento della prostituzione, racconti di guerre civili e conflitti internazionali, ferite ancora aperte dovute all’abbandono sono la realtà incancellabile che gli ospiti delle comunità hanno a volte manifestato alle studentesse durante la loro permanenza.

I vissuti travagliati dei migranti  – confidano Elena, Laura, Claudia, Sara e Rossella – e i loro sorrisi sono già entrati nel nostro cuore”.

(rif. pagina Ai.Bi.)

Le testimonianze:
Elena
Sara
Rossella

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Domande?

Contattaci pure all’indirizzo volontariamente@fondazionesinderesi.org per qualsiasi informazione sulle attività proposte dalla Fondazione Sinderesi e Ai.Bi. o scrivi all’email LUISS volontariamente@luiss.it per il progetto VolontariaMENTE 2017.